Crea sito

Nano Nano

Bye

Cannibali 2.0

Ossa

Ve li ricordate dai, quelli delle vignette da settimana enigmistica. Pelle nera, capelli ricci con un osso infilato in mezzo, anello al naso, gonnellino di paglia… E nel tondo pentolone, fra le carote e il gambo di sedano, un pallido e paffuto cacciatore inglese che se ne sta lì a bollire, con i baffi flosci e il sudore paonazzo.
Non siamo sgranocchiatori di ossa per le barzellette, non degustiamo carne umana in salamoia accompagnandola con un buon bicchiere di rosso d’annata. E non baciamo feti nei barattoli.
Ma siamo cannibali. Siamo dei cannibali dannatamente fortunati.
Possiamo veramente mangiare di tutto. Lapidazioni, mariti che russano, cani che ritrovano i loro padroni, esecuzioni sulla sedia elettrica, le vacanze dei nostri amici, un barbone bruciato vivo, gattini che miagolano in coro, tumori in stadio avanzato, il ragazzino che per Natale pensava di ricevere la Xbox e invece si è beccato un maglione di lana. Ogni nostro desiderio trova soddisfazione e i piatti sono lì, a portata di click. Non dobbiamo pagare nulla, non dobbiamo chiedere nulla. E’ la stessa preda che ci invita ad essere sbranata. Una cuccagna e anche un paradosso.

Read More…

Lo spettacolo è finito

Spettacolo

Larzana (Montagne) – 19 luglio 2014

ß

Devo ammetterlo, davanti alla scharfes S sono in difficoltà, la saluto chinando il capo. E’ la signora che ci si adopera a servire e compiacere per timore reverenziale. Credo di averla inconsciamente eretta a simbolo della contorta macchinosità della grammatica tedesca. Austera, intoccabile, casta scharfes S.
C’è chi sostiene che una lingua rappresenti il suo popolo, un po’ come i cani che tendono ad assomigliare ai propri padroni.
Io credo che la lingua sia un elemento caratterizzante di un popolo, ma essa non si può prendere a misura per determinarne dei tratti unici e inscindibili. Sarebbe come usare un calibro a compasso per stimare la felicità dell’individuo.
Penso però che lingue diverse abbiamo possibilità espressive diverse. Voglio dire, i Rammstein ad esempio con l’italiano farebbero la fame.

Read More…

Lumaca

Tarlo

Cembalo

Alla festa della Musica

Zumba

Esperimenti col programma per la messa a fuoco selettiva.

Tut mir Leid

Mein Herz Brennt.
Lascio i lai al prime time delle zampe di gallina stirate, ai plastici rappresentativi dei piagnistei, ai figli di Ax commossi fra le vesta di suore neomelodiche.
Farfalle e arcobaleni.
Ho prosciugato i colori per vedere la realtà senza distrazioni, ma ci sono effetti collaterali. Le lacrime scendono prive di sapore e il sorriso storce in smorfia sulle labbra.
Ostentazioni dei ribelli. Bambini cresciuti col grembiulino nero condividono le gabbie con una fauna fastidiosa. Maiali con l’orecchino al naso, galli cedroni dalle creste fluorescenti, corvi del malaugurio che si tagliano le braccia per non sentire l’altro dolore. Scomoda è la vista di tali animali, sono tutto ciò che sono e sono tutto ciò che non sono. Il punto è che loro sono e il scoprirsi non essere destabilizza l’io pettinato a squadra e la coscienza dalle scarpe lucide.
Mein Herz Brennt.
Brucia anche se il corpo l’ho perduto. Lasciato per scelta quando figlio del branco ho fracassato pregiudizio su una faccia sbarbata con l’orecchino a destra.
Oggi sono una voce senza rimorso.
Tut Mir Leid.
Voi cercate l’aedo che sappia abbattere le mura. Ma voi siete quelli che piangete, voi siete quelli che si identificano, voi siete quelli che se la prendono a cuore, voi siete quelli che vi indignate. Voi, non io.
Io sono la voce che vorrebbe bruciare il mondo.
Tut Mir Leid.
Misurate la violenza con il mezzo sbagliato, come pesare l’acqua con un centimetro. La violenza è una scelta, non un istinto. La puoi apprendere, la puoi respirare, la puoi subire senza diventarne schiavo. La violenza è una scelta.
Ich Bin.
Vorrei essere l’artista dalle piume di struzzo, la pennellata che buca la tela, la composizione in minore che ti si pianta a fondo anima.
Io sono la voce che vorrebbe bruciare il mondo. Io sono la voce che vorrebbe cambiare il mondo.
Io sono la voce immaginata dal tuo cervello letterato, io sono la voce che mendica attenzione.
Ich Bin.
E’ pelle sotto la mia pelle. E’ un grido in continuo crescendo. E’ una bestia che non puoi affamare. Se sei scaltro schivi i suoi affondi. Se sei scaltro non la provi a soffocare. Se sei scaltro sopravvivi. La rabbia non è una scelta.

Io sono la voce che ha bruciato il mondo.

Stazioni

Stazione

E a fine maggio, sul treno, fra universitari con gli smartphone in mano e i tappi nelle orecchie, un coro cantava San Matio.

Estate

Fiore3

E la vita è facile.

Previous Posts Next Posts

Categorie